Superbo di me stesso n'andrò costante a morte; ma il caro bene impresso sempre mi sta nel cor.
Morire e dover perdere il dolce mio tesoro questo è un crudel martoro che non si dà maggior.
Note: :
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Relazione :
riscrittura
varianti nella 1a strofa, diversa la 2a Superbo di me stesso
Caldara A. (comp.), Metastasio P. (lib.) in:
L' olimpiade - Vienna, 30/08/1733