Ah d'esserti figlia ho troppo rossor. E che ti consiglia l'insano furor? Tu vedi il mio affanno e ancora tiranno m'accresci il dolor? Ah d'esserti figlia ho troppo rossor.
Deh placati al pianto, deh cedi ch'io moro; è barbaro tanto quel rigido cor. Ah d'esserti figlia ho troppo rossor.
Note: :
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Relazione :
riscrittura
ripresi con variatni i vv. 1-2 Ah d'esserti padre
Jommelli N. (comp.), Roccaforte G. (lib.) in:
Cajo Mario - Roma, 12/02/1746