Incipit : |
Non temer d'avversa sorte |
Forma : |
duetto |
Metro dei versi : |
8 |
Personaggio : |
Leonato, consanguineo del grande Macedone e uno de' suoi capitani, amato da Barsina e amante corrisposto di Statira Statira, fu figlia di Dario re di Persia, vedova d'Alessandro macedone, amata da Perdica e amante corrisposta di Leonato
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Autori : |
G.A. Paganelli (comp.) [F. Silvani] (lib.)
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Data e Luogo : |
03/08/1747 - Monaco di Baviera
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Testo : |
Non temer d'avversa sorte; prendi lieta un dolce addio. Sì, mio caro, ancor la morte pietà avrà dell'amor mio. Fia costante un tanto amore. Fido ognor mi serba il core Tanto deggio. Più non chiedo Parto, o bella. E al fato io cedo. Che tormento anime amanti è l'amarsi e non goder.
Dispietato, avverso fato; deh ti mostra un dì cangiato per pietà de' nostri pianti nel tuo barbaro poter.
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Note: : |
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Relazione :
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varianti locali
aggiunti gli ultimi 2 vv. della 1a strofa
Non temer d'avversa sorte
Paganelli G.A. (comp.), Silvani F. (lib.) in:
Barsina - Venezia, 10/11/1742
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