Paventa ingrato del mio furore; sempre spietato questo mio core fino alla morte per te sarà.
Delle mie lacrime del mio dolore tu godi, o barbaro; ma forse un giorno l'empio tuo core non goderà.
Note: :
Aria di Merope che si dice in vece di quella che è a c. 17 [Atto I, sc. 10] -
Relazione :
riscrittura
diversa la 1a strofa; versi ripresi, con varianti, nella 2a Se in campo armato
Vinci L. (comp.), Metastasio P. (lib.) in:
Catone in Utica - Roma, 19/01/1728